9 dicembre 2015

La torre di Babele: Lost in Translation



Casa delle Traduzioni giovedì 10 dicembre ore 17,30-19
Via degli Avignonesi 32, Roma
 
Un piccolo antidoto alla Torre di Babele

Presentazione di Lost in Translation di E. F. Sanders, Marcos y Marcos, 2015
 
Intervengono la traduttrice del libro Ilaria Piperno
Federica Lippi  e Daniele Petruccioli
 
Il traduttore sa che affronterà l’intraducibile nel corso del proprio lavoro, come uno spettro ma anche un amico, con cui si è consapevoli di dover dialogare e fare i conti, vis à vis. In Lost in Translation l’illustratrice americana Ella Frances Sanders ha raccolto e illustrato cinquanta parole intraducibili da lingue di tutti i continenti, invitando a vedere nella molteplicità linguistica e nell’intraducibilità di verbi, aggettivi, sostantivi una sorta di piccolo “antidoto” alla Torre di Babele. Alcuni esempi? Se mai voleste indicare la durata media del tempo necessario a mangiare una banana, il malese vi offre un sostantivo, pisan zapra, che indica proprio questo; il giapponese viene in aiuto con tsundoku, il vocabolo che indica la pila di libri comprati e non letti, lo yiddish con trepverter, la risposta pronta e sagace che viene in mente sempre troppo tardi. I testi e le illustrazioni di Lost in Translation rendono evidente la diversità delle lingue, ma illuminano al contempo la contiguità degli esseri umani. Come scrive l’autrice nella sua Introduzione “per quanto ci piaccia distinguerci dagli altri, sentirci individui insostituibili ed esaltare l’espressione, la libertà e le esperienze che sono uniche per ognuno di noi, siamo tutti fatti della stessa pasta. […] Se nella vostra lingua madre ci sono piccole ma importanti lacune, niente paura: potete ricorrere ad altre lingue per definire il vostro stato d’animo. Queste pagine sono il vostro punto di partenza” . 
 
Federica Lippi (Roma, 1979) laureata in Storia del cinema con una tesi su Hayao Miyazaki, parallelamente all'università ha portato avanti lo studio della lingua giapponese. Lavora all'Istituto Giapponese di Cultura di Roma e traduce manga dal 2007 per le maggiori case editrici italiane. Ha collaborato con studi editoriali, associazioni e riviste di settore, e suoi contributi appaiono su saggi e siti dedicati al cinema e ai fumetti. È autrice della monografia Mitsuru Adachi - L'espressione del quotidiano (Iacobelli, 2011) sull'omonimo fumettista, e co-autrice di Keep calm e guarda un film (Newton Compton, 2015).
 
Daniele Petruccioli è nato e vive a Roma. Lavora come traduttore, scout  ed editor freelance. Tiene regolarmente laboratori di traduzione e insegna traduzione dal portoghese all’Università di Roma “Tor   Vergata”. Fra i suoi  autori:   Dulce   Maria   Cardoso,   Alain Mabanckou, Will Self, Luandino Vieira. Nel 2010 ha vinto il premio “Luciano Bianciardi” per la traduzione del romanzo Lettere di Mark Dunn (Voland 2008).
 
Ilaria Piperno è nata a Roma, dove vive. Dal 2005 traduce narrativa e saggistica, collaborando con diversi editori anche come scout, lettrice e foreign rights manager. Ha tradotto, fra gli altri, I. Némirovsky (La sinfonia di Parigi e altri racconti, Elliot 2012), J.F. Gayraud (Divorati dalla mafia, Elliot 2010) e l’autobiografia di Jella Lepman (La strada di Jella. Prima fermata Monaco, Sinnos 2009), fondatrice di IBBY - The International Board on Books for Young People. Ha preso parte all’antologia Uccelli di fango (I Dragomanni 2012) a cura della Casa delle Traduzioni di Roma e collabora stabilmente con la Rassegna bibliografica novecentesca di «Studi francesi». Lost in translation di E. F. Sanders è la sua ultima traduzione.

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