25 luglio 2016

Ferrara e l'eredità della Corte Estense

Castello Estense. Ferrara



Si celebrano quest’anno  a Ferrara i 500 anni dalla pubblicazione del capolavoro di Ariosto (1516). L’Orlando Furioso.
Borgo medievale, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, Ferrara ha vissuto i fasti dell’epoca rinascimentale come una delle capitali del periodo grazie alla reggenza degli Estensi a partire dal 1200. Fulcro del centro cittadino è la Cattedrale di San Giorgio, in stile romanico-gotico, attorno alla quale si è sviluppato il tessuto urbano esteso per circa 9 km e circondato dalle mura. Godibile a piedi o in bicicletta, Ferrara è tuttora un centro esemplare di vivibilità cittadina. 
Uno dei maggiori architetti della città, autore tra l’altro del riordino urbanistico che ne ha lasciato intatta l’attuale impronta, è stato Biagio Rossetti (1447-1516). Quest’ultimo è stato a capo di numerosi progetti tra i quali si ricorda quello di Palazzo Diamanti, che custodisce opere di artisti locali nella Pinacoteca Nazionale e ospita mostre d’arte internazionale anche relative al Novecento. È questo uno degli edifici rinascimentali più noti al mondo, con 8500 “diamanti” che compongono il bugnato delle sue facciate.
Sempre ad opera di Rossetti fu l’estensione del palazzo dei divertimenti di corte, Palazzo Schifanoia, dove si possono ammirare nel Salone dei Mesi gli affreschi dell’Officina Ferrarese.
La Signoria Estense si autocelebrava attraverso la creazione di spazi ameni – viali alberati, giardini e piazze – o edificando palazzi eleganti per ricevere ospiti illustri, scena di incontri oltre che ritrovo di artisti, scienziati e studiosi. La corte era così satellite di  quel potere che gli Este si erano conquistati e di quel ruolo, aristocratico, di mecenati che esercitarono, contando nella sua cerchia, tra gli altri, letterati quali l’Ariosto e il Tasso.
La loro dimora, Castello Estense è fra i pochi rimasti in Europa ad essere circondato da un fossato colmo d’acqua, è possibile visitarlo in un percorso museale progettato dall’architetto Gae Aulenti.
Gli itinerari turistici includono le vie del Ghetto e le tante vie caratteristiche che si snodano nel centro cittadino tra cui la via delle Volte, di pregio anche Palazzo Ducale Estense, sede dell’attuale Municipio, Palazzo Costabili e Palazzina Marfisa d’Este, dimora dell’omonima e facoltosa marchesa che diede ospitalità al Tasso rifiutato dagli Estensi.
La famiglia d’Este si distinse per aver lasciato alla memoria storica figure femminili come Isabella e Beatrice d’Este, entrambe figlie di Ercole I d’Este, che contrassero matrimoni diventando protagoniste di altrettanti importanti e fiorenti ducati dell’Italia Settentrionale. Isabella andò in sposa a Ludovico Sforza, detto il Moro, duca di Milano, mentre Beatrice sposò Francesco II Gonzaga, duca di Mantova. Il figlio maschio di Ercole I, Alfonso I sposò invece la tanto chiacchierata Lucrezia Borgia.
Amante delle arti e della cultura, questa nobile famiglia non disdegnava i piaceri della buona tavola: cuochi, come l’allora famoso Cristoforo da Messisbugo,  e pasticceri si cimentavano ad inventare prelibate pietanze per allietare i banchetti e le feste nuziali alla Corte Estense.
Anche i dintorni hanno risentito del benefico influsso dell’impulso al territorio dato dagli Estensi che fecero costruire residenze per lo svago e il tempo libero dette Delizie.
 

Nessun commento:

Posta un commento