31 agosto 2016

Goethe durante il soggiorno italiano


Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) è universalmente noto come la figura di maggior rilievo e statura nella cultura tedesca degli anni caratterizzati da una fervore intellettuale senza precedenti segnato in Germania dai postumi dell’Illuminismo, dallo Sturm und Drang, dal Pietismo, dal Neoclassicismo e dal Romanticismo con una vasta eco nell’Europa di allora.


Goethe soggiornò in Italia (1786-1788) e questo suo viaggio è confluito in Viaggio in Italia dove racconta le sue impressioni di viaggiatore a contatto con la cultura, l’arte, i paesaggi, le tradizioni e la gente che incontrò in uno dei periodi della sua esistenza che ha definito come tra i più felici.


Nella conferenza tenutasi in quella che è stata la dimora romana di Goethe (in via del Corso 18), la Dr. Claudia Nordhoff
ha illustrato quali fossero i legami stretti dal vate con gli artisti della comunità tedesca (se ne contavano circa 65) che vivevano tra Roma, Firenze e Napoli. 

In Italia Goethe, che vi giunse in assoluto anonimato, si inserì in un gruppo che contava tra gli altri pittori come Tischbein, Kniep, Bury, Hackert e AngeliKa Kauffmann.

Ricca fu la corrispondenza sui caratteri dei singoli e sulle relazioni strette da Goethe con gli amici artisti che furono per lui vere e proprie guide alla scoperta delle bellezze italiane. Ognuno a suo modo fu influenzato dalla personalità di Goethe e ricambiò con ritratti che rappresentavano  il poeta e, secondo una personale versione, ne omaggiavano la presenza.

Certo non sempre il ritratto soddisfaceva Goethe: in particolare fu poco convinto della riuscita del ritratto di Angelika Kauffmann, pittrice tedesca di indubbia bellezza e bravura, che fu amica e confidente di Goethe a Roma, ospitandolo in numerosi pranzi domenicali. Il ritratto della Kaufmann, riconosciuto tra i più rispondenti al vero tra i suoi contemporanei, rappresenta Goethe come un uomo colto in età adulta e di bell’aspetto e, unica pecca a parer di molti, con occhi languidi, cosa che Goethe non condivise perché probabilmente Angelika aveva idealizzato lo sguardo dell’amico galante. Quest’ultimo non smentendo la sua fama di tombeur de femmes, aveva infatti conquistato il cuore della pittrice ma la loro liaison era rimasta di tipo platonico, poiché il poeta trovò soddisfazione di altra natura nell’amante romana Faustina, di cui è rimasta sconosciuta la vera identità.

I contemporanei di Goethe commentarono il suo soggiorno in vario modo, scadendo anche nel puro pettegolezzo. Per esempio: Goethe sta come un leone tra conigli, scrisse qualcuno... Ma Goethe era uomo di mondo e preferì comunque godersi il suo viaggio inoltrandosi fino al profondo sud. Sì, per un tedesco di quei tempi, consapevole che al di sotto di Sorrento non c’erano alberghi e che il territorio era spesso preda di briganti, questi aspetti passarono in secondo piano e, per niente prevenuto, si avventurò nella lontana Sicilia, anch’essa oggetto delle invasioni turche secondo le cronache del tempo. In compenso della Sicilia ne rimase rapito ed estasiato come dimostra il suo resoconto.

La casa di Goethe raccoglie alcuni esempi di questa breve permanenza: le note di spesa di Goethe, le vedute di Roma e dintorni dei pittori tedeschi , alcuni ritratti, vignette anche scherzose della vita nell’appartamento di via del Corso e un contemporaneo Andy Worhol che, secondo una versione contemporanea, ha immaginato Goethe come un’icona in versione pop.

Anche di ritorno in Germania Goethe continuò ad aiutare i suoi amici pittori rimasti in Italia, commissionando opere e incoraggiandone la produzione e sostenendoli nell’alterna fortuna professionale.
D’altronde Goethe come i suoi amici pittori sapevano che il soggiorno in Italia era una tappa d’obbligo: la presenza nella casa delle vedute del Piranesi a fianco delle altre testimonia l’insegnamento e lo stimolo che i nostri vicini tedeschi seppero apprendere vivendo in Italia.

29 agosto 2016

Biscotti settembrini allo zenzero


Siamo alla fine del mese di agosto e l'estate volge al termine. Finalmente anche questa stagione sta per passare perché ogni stagione ha il suo tempo e il ricambio è sano e rigenerante altrimenti sopravviene la noia e il tempo scadrebbe in una innaturale monotonia.
Sebbene una grande inquietudine abbia scosso questo tratto di cielo nostrano, è comunque il caso di salutare l'arrivo del mite settembre, portandoci il mare dentro o l'aria e il verde di montagna, rientrando dalle vacanze.
È stato il caso di preparare così dei biscotti con i seguenti ingredienti

2 uova intere
300 gr di farina
120 gr di zucchero bianco o di canna
70 gr di burro fuso
zenzero

L'impasto, molto simile alla pasta frolla, va modellato finché raggiunge una certa consistenza aggiungendo, se necessario una manciata di farina a quella sopra indicata, e una spolverata di zenzero a vostra discrezione, poi aiutatevi con delle formine a disposizione o, se non le avete, con dei bicchieri da adoperare come stampi. In quanto allo spessore è preferibile un'altezza di almeno 2,5 cm per un esterno friabile e mantenere un cuore tenero. Infine, per la cottura questa volta non ho calcolato né il tempo né i minuti. Mi sono affidata all'olfatto (l'odore di bruciato è un ottimo segnale) e alla vista: raggiunta una buona doratura i biscotti erano pronti e commestibili.

26 agosto 2016

Compleanno di Goethe

Casa di Goethe
Museo | Biblioteca | Foyer italo-tedesco
Via del Corso 18 (Piazza del Popolo) | 00186 Roma | Tel. 0632650412



Domenica, 28 agosto 2016
ore 19.00

Compleanndi Goethe

CLAUDIA NORDHOFF
“mi sono inserito nel loro menage”
Goethe e I suoi amici artisti a Roma


Visita guidata e conferenza (in lingua italiana)
Ingresso (prezzo speciale): 3,00 Euro
Segue aperitivo