26 ottobre 2016

Acquerello di Alla Zarvanytska 

“Quando ho visto Roma per la seconda volta, quando mi è parsa bella! È stato come rivedere la patria dopo anni di assenza, avendoci vissuto solo nei pensieri. Ma no, non è così, non è la mia patria che ho rivisto, bensì la patria dell’anima mia, dove essa dimorava ancor prima di me, prima che io venissi al mondo. Di nuovo lo stesso cielo, ora argenteo, come avvolto di lucente raso, ora di quel blu che ama far capolino tra gli archi del Colosseo. Di nuovo gli stessi cipressi, verdi obelischi, le cime a cupola dei pini che talvolta paiono fluttuare nell’aria. La stessa aria tersa, la stessa luminosa lontananza”.
Lettera a M.P. Balabina (allieva di N.Gogol)

Aprile 1838.

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