26 ottobre 2016

Gogol' a Roma


Roma
patria dell’anima
di Nikolaj Gogol’

Mostra di Alla Zarvanytska e Valentina Vinogradova


Nella cornice della Casina delle Civette si è tenuta a settembre la mostra delle due artiste ucraine Alla Zarvanytska e Valentina Vinogradova dedicata al grande scrittore ucraino che visse a Roma per un periodo della sua vita e dove scrisse, oltre a una fitta corrispondenza, il suo capolavoro Le anime morte, pensato in tre parti proprio come la commedia dantesca, e di cui completò solo la prima.

Il finissage si è articolato in una serie di letture tratte dalle opere di Gogol’(1809-1852), in canti e musica ucraine, testimonianze e poesie ispirate dal grande talento gogoliano. A questo proposito le artiste hanno giustamente sollevato la questione sul fatto che Gogol’ sia noto nel panorama letterario come scrittore russo soltanto perché scriveva in lingua russa mentre, sono pochi a sapere che era di nazionalità ucraina e anche i suoi racconti risentono delle sue origini e dei luoghi in cui era nato e cresciuto. 

Tornando a casa ho verificato sulla mia copia di Anime morte la presenza di un riferimento al fatto che fosse ucraino. Leggo: scrittore russo. In effetti, questo dubbio ha una ragione d’essere.

Da un punto di vista storico ci sono molti eventi che hanno influenzato e comportato un uso linguistico maggiore della lingua russa nella scuola e nella cultura della Russia imperiale. 

A partire dal Seicento alcuni divieti, nella visione centralizzata dello Stato, hanno decretato l’egemonia della lingua russa rispetto alle lingue minori e nazionali degli stati satelliti, lingua ucraina inclusa. 
Nel 1622 lo Zar Mikhail ordina, dietro espressa richiesta del Patriarca di Mosca Filaret, di bruciare tutte le copie stampate in Ucraina del Uchytelnoho Vangelo (il Vangelo degli insegnanti) di Cyril Stavrovetsky. Nel Settecento un decreto dello zar Pietro I vieta di stampare in lingua ucraina e ordina la rimozione dei testi ucraini  inseriti nei libri religiosi. Anche la zarina Caterina II provvede a emanare un decreto che vieta l'insegnamento delle materie in questa lingua. Nell’Ottocento viene riorganizzata la formazione dell’Ucraina della riva Destra e diventa obbligatorio insegnare usando solo la  lingua russa.

C'è nell’opera letteraria di Gogol’ il fascino per la cultura e la tradizione ucraina, oltre a una presenza evidente di termini che risentono della sua lingua nativa. Capita a tanti scrittori di non scrivere nella propria lingua di origine per raggiungere un pubblico di lettori più ampio e una fetta di popolarità maggiore. Tuttavia rimane la testimonianza di prestiti, interferenze linguistiche tra la lingua di acquisizione (il russo) e la lingua madre (l’ucraino) che denotano l’appartenenza al proprio paese natale di cui Gogol’ non dimenticò mai le tradizioni popolari, i canti e anche i momenti più ironici e umoristici vissuti nell'infanzia. Nei racconti e nei romanzi lo scrittore narrava due realtà, una russa, l’altra ucraina. Entrambe parte della sua identità. Le sue opere dedicate all'Ucraina  hanno colpito anche il poeta Pushkin che così scrive: "Questo è un vero divertimento, sincero, rilassato, senza affettazione. E, a volte, come  la poesia. Che sensibilità!"


Alla Zarvanytska è artista acquarellista e architetto dallo stile inconfondibile. Partecipa a mostre internazionali e per questa occasione ha creato vedute romane con gli occhi delle parole di Gogol’: le impressioni, l’effetto, le sensazioni percepite da Gogol’ di fronte a monumenti e posti della Roma del tempo. Nei suoi acquerelli c’è una grande attenzione e cura del dettaglio, precisione tecnica e conoscenza dell’arte legata a un percorso di studio e di impegno.  

Valentina Vinogradova, giornalista, traduttrice, autrice del libro Indirizzi romani di Gogol', ha realizzato opere artistiche attraverso la tecnica della “pittura su vetro” e vetro-fusione. Le sue opere brillano della solarità del cielo mediterraneo e di una vivacità personale nell'interpretare la Roma dove Gogol’ trascorse momenti spensierati e piacevoli in quella che ha definito come la “patria della sua anima” e dimostrando anche il suo coinvolgimento emotivo nel dedicare queste sue produzioni al connazionale Gogol’.

Di Roma ti innamori molto lentamente, un po’ per volta, ma se accadrà, sarà per tutta la vita…

Nikolaj Gogol’

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