31 ottobre 2016

La velocità delle immagini a Villa Maraini

Istituto Svizzero di Roma. Villa Maraini

LA VELOCITÀ DELLE IMMAGINI

Giacomo Balla, Sylvain Croci-Torti, Chloé Delarue, Nicolás Fernández, Louisa Gagliardi, Miriam Laura Leonardi, Emanuele Marcuccio, Rammellzee, Manon Wertenbroek, Urban Zellweger



Non c’è niente di così strettamente attuale come la velocità contemporanea su cui viaggiano comunicazione e immagini. Lo riscontriamo attraverso cellulari, computer, televisione.

Da pochi giorni ha avuto inizio la mostra collettiva La velocità delle immagini presso la sede romana dell'Istituto Svizzero, la cui intenzione è quella di far riflettere sul rapporto, quanto mai moderno, tra velocità, contesto sociale e arte. È questo un argomento con cui gli artisti si sono confrontati e di cui il filosofo tedesco Walter Benjamin aveva intuito l'importanza in L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica.


Gli scenari dell’arte in un’epoca in cui l’informazione e i messaggi corrono in base a dei bytes, cambiano il rapporto e la connessione personale con la creazione artistica, mettendo in discussione il mezzo o il supporto artistico, come pure la sua funzione sociale.
 
Nella bella cornice di villa Maraini si incontrano autori di epoche diverse come il futurista Giacomo Balla e gli artisti Sylvain Croci-Torti, Chloé Delarue, Nicolás Fernández, Louisa Gagliardi, Miriam Laura Leonardi, Emanuele Marcuccio, Rammellzee, Manon Wertenbroek e Urban Zellweger.


La mostra, nonostante la velocità e la proliferazione di immagini che gli strumenti informatici on-line offrono a un pubblico variegato e di massa, si presenta come un collage di percezioni di flusso e accelerazione delle immagini dove si situano le esperienze e le creazioni artistiche degli autori coinvolti.

Già i futuristi, con Giacomo Balla avevano anticipato, nei primi anni del secolo scorso, la rapidità delle immagini moderne, facendone un elemento fondante e uno spunto creativo. Frantumando colori, incurvando linee e spezzando rette, Balla proiettava la pittura in uno spazio cinetico astratto.


Tuttavia la velocità meccanica e la riproducibilità tecnica fanno emergere nodi essenziali della loro fruizione: vale a dire c’è un’inclusione e una selezione del pubblico correlata all’esplosione dei centri urbani laddove, nei nuovi e grandi agglomerati, le metropoli escludono dal cerchio magico gli svantaggiati. Questi ultimi, per limiti di mezzi e di trasporti, si troveranno a poter accedere all’arte solo attraverso i mass media che mediano appunto tra l'originale e il pubblico distante. Una condizione denunciata negli anni Ottanta dai writer che cercavano di appropriarsi delle città per sognare una propria identità. 

Gli artisti non sono più interessati ad essere coinvolti in una tradizione, in un movimento o in un campo ma semplicemente a immaginare i tanti filtri da posare sul mondo. Se oggi nulla ferma le immagini, gli artisti non smettono comunque di cercare di fissarne i contorni, più nitidi e distinti, come pure i colori e i riflessi lasciati nel paesaggio circostante.


Dal 26 ottobre 2016 al 21 gennaio 2017


Istituto Svizzero di Roma

via Ludovisi 48, Roma
t +39 06 42042620

www.istitutosvizzero.it

Visite guidate ogni giovedì ore 16.00 - 17.30 e ogni
sabato ore 16.00 - 17.30 - 18.00
Ingresso gratuito

Prenotazione obbligatoria: arte@istitutosvizzero.it
Chiuso dal 23 dicembre 2016 all'8 gennaio 2017

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